lunedì 7 gennaio 2019

Raccontiamo la vera storia della Befana







C'era una volta un paese abitato in prevalenza da bruttissime e cattivissime streghe. Era un paese normalissimo, popolato da famiglie normalissime con uomini e donne normalissimi e bambini allegri, burloni e... anche un po' cattivelli.

La vita in questo paese si svolgeva nella maniera solita: i papà e le mamme lavoravano e si prendevano cura dei loro figlioli, i bambini andavano a scuola e di tanto in tanto si riunivano fra loro in gruppetti e qualche monelleria a volte ci scappava pure.

Le streghe, invece, proprio normali non erano...vivevano per conto loro, ma di tanto in tanto mescolandosi tra la gente normale, portavano lo scompiglio nel piccolo paese. La più tremenda ed anche la più brutta era una certa Befana. Befana prendeva spesso di mira i bambini costringendoli, a volte, a rispondere ai suoi dispetti con cattiverie e burle.

Un giorno il buon Dio, stanco di questa catena di dispetti e malignità, scese in campo con la sua onnipotenza.

Egli pensò: "E se convertissi la cattiveria di Befana in Bontà? Forse anche i bambini, che ho creato naturalmente buoni, non avendo modo di scontrarsi con la cattiveria torneranno ad essere quello che per loro natura sono!"

Fu così che convertì la cattiveria di Befana in bontà. A questo punto il problema avrebbe dovuto essere risolto e, invece no. Befana, diventata una docile, dolce e simpatica vecchina, fu scacciata da clan delle streghe, ma per lei non fu proprio un male, anzi: i bambini facevano a gara ad ospitarla nelle loro case, godevano delle sue infinite e fantastiche favole e di tutti i dolcetti che faceva per loro.

Erano tanto contenti della sua esistenza, che presto dimenticarono le altre sue sorelle ed i loro dispetti, tornando ad essere i bambini di sempre.Un brutto giorno, però, com'è destino per ogni essere umano, la dolce vecchina morì. I bambini la piansero tanto e pregarono Gesù perchè la facesse tornare.

Anche Befana, seppure in Paradiso, era sempre triste e pensierosa tanto che il Signore, impietosito dalle loro lacrime e dalle loro preghiere, decise di accontentarli. Decise che un solo giorno di ogni anno la dolce exstrega avrebbe potuto tornare a vivere fra tutti i bambini, quelli buoni s'intende, facendo sentire loro la sua presenza ed il suo amore, il modo lo avrebbe scelto di volta in volta la stessa Befana.

La gioia di Befana per questa concessione che il Signore le aveva fatto fu infinita e subito decise che il modo per far sentire ai bambini buoni la sua presenza ed il suo amore era quello di portar loro, nel giorno stabilito, doni e dolcezze e, non si accontentò di farlo solo nel suo paese di origine, ma, sfruttando il potere che Gesù dà alle persone buone che vanno in Paradiso, anche in ogni parte del mondo.

Simbolicamente Befana scelse il giorno 6 Gennaio  perchè fu il primo giorno in cui  i tre Re Magi arrivarono a Betlemme e depositarono accanto alla culla del Bambinello i loro splendidi Doni. Ma questo succede solo per i bambini che rimangono tali quali il Signore li ha creati, cioè "buoni" e a quelli cattivi o un po' monelli? A loro è destinato solo del carbone, dolce, s'intende, perchè Befana non essendo più quella strega cattiva di una volta vuole solo simbolicamente ripagare con egual moneta.















giovedì 27 dicembre 2018

La poetessa Alda Merini












Vivere insieme
in una notte che si perde
senza il ghiaccio dei tormenti notturni,
mano nella mano,

sicuri  che l'alba sia ancora lontana,
e sentire lo scroscio dell'acqua

che cela nel lavandino
le mille arcane parole
di un vivere quotidiano.

Domani il cuore si aprirà alla vita
ed entreranno miriadi di giorni

come una selva di pellegrini
ad adorare quell'unico mito
che è il tuo amore di Donna











Se dovessi inventarmi il sogno
del mio amore per te
penserei a un saluto
di baci focosi.

Alla veduta di un orizzonte spaccato
e a un cane che si lecca le ferite
sotto il tavolo.

Non vedo niente però
nel nostro amore
che sia l'assoluto di un abbraccio gioioso.









"Ci sono donne....
E poi ci sono le Donne Donne...

E quelle non devi provare a capirle,
perchè sarebbe una battaglia persa in partenza.

Le devi prendere e basta.

Devi prenderle e baciarle, e non devidare loro
il tempo di pensare.

Devi spazzare via con un abbraccio
che toglie il fiato,  quelle pure che ti sapranno 
confidare una volta sola, una soltanto.

A bassa bassissima voce, perchè si vergognano 
delle proprie debolezze e, dopo averle raccontate
si tormentano in una agonia lenta e silenziosa
al pensiero che scoprendo il fianco, e mostrandosi umane
e fragili e bisognose per un piccolo fottutissimo attimo,
vedranno le tue spalle voltarsi ed i tuoi passi allontanarsi.

Perciò prendile e amale. Amale vestite, che a spogliarsi
son brave tutte.

Amale indifese e senza trucco, perchè non sai 
quanto gli occhi di una donna possono trovare scudo
dietro un velo di mascara.

Amale addormentate, un po' ammaccate quando il sonno le 
stropiccia.

Amale sapendo che non ne hanno bisogno: sanno badare
a se stesse.

Ma appunto per questo, sapranno amare te come nessuna
prima di loro











Quando l'Angoscia spande il suo colore
dentro l'anima buia
come una pennellata di vendetta,
sento il germoglio dell'antica fame
farsi timido e grigio
e morire la luce del domani.

E contro me le cose inanimate
che ho creato dapprima
vengono a rimorire dentro il seno
della mia intelligenza
avide del mio asilo e dei miei frutti,
richiedenti ricchezza
ad un mendìco

(1954 da "Nozze Romane" 1955)























martedì 25 dicembre 2018

Origini e storia della Festa del Capodanno







Nella notte tra il 31 Dicembre e il 1 Gennaio si festeggia "Il Capodanno"
E' tradizione che si festeggia con cenoni e bottiglie di spumante che vengono stappate per brindare all'arrivo del nuovo anno.

Questa festività risale al 153 A.C. anno in cui i consoli romani iniziarono ad entrare in carica proprio a partire dal 1 Gennaio.

Il Capodanno viene festeggiato di solito in date diverse a seconda delle diverse culture nel mondo.

Quali sono le tipiche usanze del Capodanno?

Le usanze più comuni e note sono mangiare le lenticchie allo scoccare della mezzanotte del 31 Dicembre poichè viene associato ad un buon auspicio
di denaro e questa usanza risale  all'antica Roma dove era solito che veniva regalata una scarsella (borsa di cuoio) che serviva per portare il denaro e legumi a forma di monete.

Un'altra usanza è quella di vestirsi di rosso ed è considerata 
un rito pagano poichè il rosso sta a significare "il fuoco".















lunedì 24 dicembre 2018

La magia del Natale: Storia e poesie sul Natale




Il Natale è una festa che celebra la nascita di Gesù ed è una festa cristiana 

che cade il 25 dicembre.

E' una festa che viene accompagnata dalla tradizione del presepe e dell'albero di Natale


Il presepe è una tradizione che risale a San Francesco di Assisi ed è una ricostruzione figurativa della natività di Gesù ed è radicata soprattutto in Italia.


Un'altra tradizione è quella dello scambiarsi i regali natalizi alla mezzanotte del 24 dicembre o alla mattina del 25 dicembre.


L'albero di Natale invece è un'altra tradizione del simbolo del Natale, non è altro che un abete che viene addobbato con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati che vengono posti sotto l'albero di Natale.


Babbo natale è infine un anziano con la barba bianca che distribuisce i doni ai bambini nella notte del 24 dicembre vigilia di Natale.












La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a te, Santo Bambino!

Tu Re dell'universo
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.

Gesù fà ch'io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.

Fà che il tuo dono
s'accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda
nel tuo nome











E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello
 e gli tendi la mano.

E' Natale ogni volta che rimani in silenzio
 per ascoltare l'altro.

E' Natale ogni volta che non accetti
quei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E' Natale ogni volta che speri 
E'con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

E' Natale ogni volta che permetti al Signore di Rinascere
per donarlo agli altri.









Natale.Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.

Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l'asinello di colore azzurro.

Pace nel cuore di Cristo in eterno,
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.

Anche in Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.

Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

























venerdì 7 dicembre 2018

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